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IL MOSTRO DI GALLARATE
(testo di Bragazzi - Antoni / Musica di Bragazzi)

La gente mi guarda di giorno ,con la faccia terrificata
per me che sono “il mostro” ,e’ un’abitudine consolidata
si, ha un bel da dire mio cognato ,che e’ piu’ importante l’intelligenza
quando la gente invece giudica spesso e volentieri solo dall’apparenza
rit. io sono brutto di fuori ma bello di dentro e comunque sono come piace a me
gli sbirri poi mi guardano male ,di notte mi fermano sempre
certo, con la faccia che mi ritrovo ,passo per un delinquente
ma si guardassero anche loro ‘sti fessacchiotti ,trattano tutti con prepotenza
ci guardano dall’alto in basso…
sappiano che io non sono per niente cattivo ! e per nessun motivo farei del male..
rit.certo io son brutto di fuori ma bello di dentro e comunque sono come piace a me…e te ? come sei messo ?
le donne mi guardano poco , e se lo fanno e’ solo per gioco
se la spassano a criticare,questa faccia da carnevale
cosi’ l’unica che mi consola ,e’ il trans qui della zona
che si concede in ogni momento,con lo sconto del 30%
rit: io sono brutto di fuori ma bello di dentro e sono…come piace a me
“non e’ mica facile portare con eleganza la mia bruttezza..”
ma non riesco a dimenticare il dolore di mia madre
che piangeva davanti a mio padre: “nostro figlio cosi’non puo’ stare…capisci attilio…
“..bisognarebbe che la provvidenza, con un miracolo dal paradiso…
“gli cambiasse una volta per tutte , quell’orribile specie di viso…”
rit: io sono brutto di fuori ma bello di dentro e sono proprio come piace a me
…come piace a me…capito ?? oh, cape’ ?!
la provvidenza la voglio lasciare, a chi ci crede, come mia madre
perche’ esiste il chirurgo plastico che i miracoli li fa davvero
oggi ha deciso di miracolare ogni centimetro del mio viso
e con i vecchi 90 milioni ha previsto un ritocco anche ai coglioni
rit: non so se si poteva dire coglioni, comunque l’ho detto,l’ho detto da me !
e se per caso vi capitasse di passare al bar del paese
mi trovereste giu’ nella piazza, a criticare tutte le sere:
..guarda la moglie dell’avvocato, se la son fatta anche i cani
..senti che alito, che bell’odore, stara’ passando il professore..
adesso anch’io son diventato come gli altri un omologato
che molto presto ha dimenticato, il dolore d’esser discriminato
come un diverso, un handicappato..
finale: ora son bello di fuori e di dentro ora sono proprio come piace a voi
come piace a voi..a voi..oi..oi
non vi piaccio forse ?
ah, adesso si che sono bello..e funziono
adesso le donne mi guardano perche’ sono piacente..perche’ sono avvenente
perche’ sono un gran fico.
guarda qua come sono bello
anche mia mamma si e’ consolata..
grazie mamma !
.


IL GUARDONE

Mi credereste proprio matto da legare
A confidare il mio sogno ricorrente
Diventare come Dio l’onnipotente
Che se la gode con i segreti della gente
Senza il peso delle frasi velenose
Senza l’odio furibondo della gente
Che dichiara nei sondaggi d’opinione:
“ io, i guardoni, li appenderei per i coglioni !!! “

E fu mio padre docente d’astronomia
A regalarmi il primo cannocchiale
A insegnarmi le bellezze del cielo,
delle costellazioni e dell’arcobaleno..
ma io puntavo più volentieri dietro la stazione
dove le coppiette facevano l’amore
e in preda ad una strana eccitazione
non mi perdevo più una sola esibizione
Rit. Strumentale
Poi una sera dietro il parco della scuola
Un’insolito professore di religione
Combatteva tra le gambe di un’allieva
Con una fede mai vista fino ad allora.
Bè, sarà stato anche portato per la fede
Ma a me in queste cose non mi sorprese
Lui piuttosto, quando vide il cannocchiale
S’impressionò e mi denunciò al tribunale…

Il tribunale per fortuna mi ha prosciolto
I magistrati il loro mestiere lo sanno fare
Ma state tranquilli che a condannarmi
Ci hanno pensato i vicini del quartiere
Da quando il caso è scoppiato hanno indagato
In ogni angolo della mia giovane esistenza
E una mia vicina, se potesse, ve l’assicuro
Mi conterebbe anche i peli che ho nel culo !
Rit. Strumentale

Bè, mentre aspetto che il tempo mi consoli
E mi restituisca un po’ del mio onore
Ho dovuto rinchiudermi dentro casa
E consolarmi con un po’ di televisione
E se nulla potrà mai ripagare
Il piacere di una coppia in amore
Vi confesso che sto provando un’attrazione..
Per i programmi della televisione
Perché ci sarà sempre della “posta per me”
O un po’ di “cronaca” o di “vita in diretta”,
Un giornalista a sviolinare un politico per campare
O una bella riappacificazione in diretta speciale
O un “grande fratello” deciso a soddisfare
Il piacere morboso della mia voglia di guardare…
O un “grande fratello” deciso a soddisfare
Il piacere morboso della mi voglia di guardare.
Rit. Strumentale.


SEVERINO IL BESTEMMIATORE
(testo e musica di R. Bragazzi)

Quando la morte si ricordò
di Severino il contadino
Prese la falce, l’abito scuro
E si lanciò su quell’insolente
Che a 90 anni e senza premura
All’altro mondo voleva rrivare
Che a 90 anni e senza ritegno
Passava i giorni a bestemmiare

(Morte): “sono la morte dolcissima sposa
Di tutto quello che in terra riposa
Sono la splendida donna fatale
E porto a tutti un regalo all’altare
A te, severino, che hai bestemmiato
Porto la pena del tuo peccato
Ogni memento infinito ed eterno
Lo passerai tutto quanto all’inferno”

(Severino): “Che a 90 anni si possa crepare
Mi sembra logico e naturale
Ma dal momento che devo morire
Proprio all’inferno non ci voglio andare
Non c’è violenza, non c’è cattiveria
In questo modo di bestemmiare
È solamente un’intercalare
Usato in ambito popolare

Se il padre eterno esiste davvero
In fin dei conti lo può vedere
Non sono peggio di quel cardinale °°°
Che in paradiso farai riposare
Ma in occasione dell’anniversario di un dittatore °°°°°°
Lui Gli ha regalato un cordiale saluto
E la santissima benedizione
Lui Gli ha regalato un cordiale saluto
E la santissima benedizione. “

Se quel discorso fece impressione
Non lo sapremo da questa canzone
Perché la morte con molto rigore
Tagliò la testa all’agricoltore…
Che a 90 anni e senza premura
All’altro mondo voleva arrivare
Che a90 anni e senza ritegno
Passava i giorni a bestemmiare
Che a 90 anni e senza premura
All’altro mondo voleva arrivare
Che all’altro mondo e senza ritegno
Passava i giorni a bestemmiare…

°°° il cardinale citato nella canzone è Angelo Sodano.
°°°°°° Il dittatore citato nella canzone è Augusto Pinochet


IL POLITICANTE

Industriali corrotti
Idioti del potere
Mi chiedono favori
Baciandomi le mani
C’è chi piange per amore
O per una canzone
Io piango solamente
Se non arriva la rielezione….
Per strada quanta gente
Mi guarda con rispetto
Io sono l’onorevole
Magnifico e perfetto
A soli 40 anni
E dopo un’elezione
Son diventato infine
Un senatore…
RIT: STRUMENTALE
All’universita’
In campagna elettorale
Un misero studente
Criticò la mia morale:
“la sua presenza oggi
È pura esibizione
Lei pensa solamente
Alla sua rielezione ! “
Ma i giovani studenti
Non sono più un problema
Tra urla e cortei
Accettano il sistema
E i loro genitori
Quelli della rivoluzione
Sono con me in corsa
Per la rielezione !
RIT: STRUMENTALE
Ma un giovane magistrato
Con la voglia di strafare
Ha chiesto al parlamento
Di potermi arrestare.
La mia consolazione
Sarà nella preghiera
Mi salverà il buon Dio
Da tutta ‘sta bufera !
Però a pensarci bene
Con quello che ha da fare
Gesù nostro signore
Mi potrebbe dimenticare
Così per questa volta
Sarà meglio non rischiare
Ricorrerò all’immunità
Parlamentare !!
Rit. O senatore o deputato
Bello tranquillo e beato (2 volte)

MENINO
(testo di Varchetta/Cari/Varchetta, musica di Varchetta/Cari/Varchetta)

Menino dall'autobus scende
insieme ad un grappolo di acini scuri
occhi di puma e di aquila zoppa
dentatura che brucia fame.
Dopo un sonno scavato nel muro
dopo la fuga dall'ultimo padre
mi prende per mano attraverso quel fiume
e un girotondo non ci può stare
e un girotondo non ci può stare
La mia mente inzuppata di sangue
in un silenzio di 1000 vele
di conquistati e macellatori,
questi figli legittimati
a discutere con la pistola
a ignorare la vita........
con la bocca sporca di colla
che al latte taglia le vene
ogni canto che graffia parole
sembra un canto di sole catene.
Traralalillarero...traralalillallà
..................................
Menino così si racconta
nella folla che già rifiuta
ed un canto di bocche sorelle
mi disarma da ogni paura.
Dall'esilio del cuore di Rio
dov'è un Cristo che plana appena
cerco un'uscita di orgoglio e di rabbia
come una mano miracolosa
come una mano miracolosa.
Ride menino ancorato alle giostre
ride e mangia zucchero e miele
gli occhi sbarrati a dipingere il sole
sembra un albero di foglie erranti
tanti occhi in cerca di stelle
miniere e canzoni.
Poi di colpo tutto ritorna
ad un urlo di polizia
un canto pericolante
si alza implacabile e fugge via
in un rosario d'indifferenza
lascio Cristo e le sue riviere
con un canto di bocche sorelle
vittime anonime di troppa fede.
Traralalillarero...traralalillallà
..................................

FACCIAMO I NOMI.

ECLISSE
(testo e musica di F. Varchetta)

Per un attimo il sole fu una favola nera
con un morso agli occhi ed un silenzio in cielo
raccolse un'aria rossa e la bevve scura
la luna dava le spalle ad un mare di cristallo.

Quindi mi dia...
mi dia un gelato mi dia un sorriso,
sta per cadere il paradiso,
in testa pallidi marinai
..e allora mi dia...
mi dia una macchina per fuggire
sono un turista senza sole
con la paura in libertà.

Per un attimo il sole fu una favola calda
nera come la pece spaventava i gatti
nel mormorio diffuso guardi signorina
guardi che stranezza sa le dona in viso.

E allora mi dia...
mi dia un gelato mi dia un sorriso
sta per cadere il paradiso
in testa pallidi marinai.
..e allora mi dia...
mi dia una macchina per fuggire
sono un turista senza sole
e senza immunità.

E che luce strana come un'ombra offesa
come un'inversione di felicità
e che ombre secche crolli verticali
crolla come sabbia la saggezza umana.

E allora mi dia...
mi dia un gelato mi dia un sorriso
sta per cadere il paradiso
in testa pallidi marinai.
..e allora mi dia...
mi dia una macchina per fuggire
sono un turista senza sole
e senza immunità.

L'eclisse poi svanì tutto tornò normale
con una luce livida di profezie
dagli Urali all'Africa solo la mia voce
che nessun computer mai decifrerà.

E allora mi dia...
mi dia un gelato mi dia un sorriso
sta per cadere il paradiso
in testa pallidi marinai.
..e allora mi dia...
mi dia una macchina per fuggire
sono un turista senza sole
con la paura in libertà.................................


ORGANISMI GENETICAMENTE MODIFICATI
(Testo e musica di Cortesi)

Quando i somari diventeranno dottori
E le iene governatori
I coccodrilli predicatori
Pensa bene che bel mondo sarà

Quando i maiali saranno signori
E le galline dei grandi scrittori
I topi di fogna dei condottieri
Pensa bene che bel mondo sarà

Quando gli avvoltoi saranno avvocati
Ed i conigli valorosi soldati
I pescecani salvatori di vite
Pensa bene che bel mondo sarà

Quando le colombe faranno le puttane
E le arpie doneranno il pane
Le anguille regneranno sovrane
Pensa bene che bel mondo sarà

Quando gli sciacalli saranno banchieri
Ed i macachi dei famosi attori
I lombrichi arditi ingegneri
Pensa bene che bel mondo sarà

Quando il leone sarà pacifista
E il rinoceronte uno psicanalista
Il serpente farà il moralista
Pensa bene che bel mondo sarà


VEDO

Vedo i vostri bimbi perfetti
Firmati dalla testa ai piedi
Vedo le bombe intelligenti
Orgoglio di democrazia
Vedo la voglia di vendetta
E il declino della fantasia
Di una societa’ non piu’ italiana
Ma completamente americana…..
Vedo il nanetto da giardino
Che distrugge la democrazia
Vedo i giovani avvocati
Arroganti e incravattati
Vedo il popolo della fede
Che tollera la porcheria
Di una chiesa piena di potere
Di elemosine e d’ipocrisia….
Rit. Strumentale
Vedo la morte del pudore
Nella televisione del dolore
Vedo le carceri italiane
Vergognose e disumane
Vedo i funerali di stato
Di un povero magistrato
E la solita indignazione
Del politico di professione
Vedo il crocifisso
Nelle aule dei tribunali
E la morte del concetto
Che la legge per tutti e’ uguale
Vedo la vostra soluzione
Ai problemi generazionali
Un po’ di proibizionismo
E cantare l’inno nazionale
Rit. Strumentale
Vedo il conformismo
Dei nuovi telegiornali
E il trionfo della forma
Negli studi professionali
Vedo il vuoto assoluto
Nella moda al silicone
E la completa prostituzione
Degli psicologi in televisione
Rit. strumentale

QUI NON SI PUO'
(testo e musica di F. Varchetta)

Ogni volta cerco il mare
Qui di fronte al mio respiro
Alzo gli occhi
E provo a naufragare
Oggi non esiste il trucco
Che mi lega al tuo dovere
E nel nome di un bel niente
Provo a volare
In quest’epoca di santi
Voglio essere cattivo
Un sasso nella scarpa della sposa
Ma oggi la sposa ride
Con la pelle a illuminare
Una rosa che sconfina
Proprio qui di fronte al mare

Rit. E andare
Dove si può volare
Dove non c’è destino
O altro di normale
E andare dove non si può stare
E che sicuramente sembrerà normale
Un posto in cui
Mi si dica in faccia
Qui non si può.

Lottizzano la luna
In minuscoli trapezi
Ad ognuno
il suo hamburger nucleare
Ad un sole
stupito
Leva gli occhi un pescatore
Stupito sì ma di altro lavorare
Voglio assistere ridendo
Alla mia fucilazione
Per mano di un illustre professore
Voglio essere me stesso
Tutt’altro che normale
E di quella che è follia
Vorrei farne una canzone
Rit.
Varo questa vita con prudenza
Perché temo un’ educata indifferenza
Resta oggi a chi non sa obbedire al branco
Che levare giacca e cappello
E poi....
Rit.

 
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